Bilancio di due anni di Retromanno PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Rosati   
Domenica 02 Maggio 2010 14:04

Gianni AlemannoSono passati oltre due anni dalla elezione di Alemanno a sindaco di Roma ed il bilancio, d'obbligo a questo punto, non appare purtroppo positivo, anche agli occhi di chi ha contribuito alla sua vittoria. Vediamo punto per punto i cinque cardini sui quali puntò il buon Gianni per convincere una popolazione disillusa, distratta e storicamente poco incline a dare fiducia a politici e governanti, per farsi eleggere.

 

 

 


Sicurezza e piano nomadi - Roma è ovviamente una delle città d 'Europa maggiormente interessate ad una immigrazione che ha assunto livelli da assalto alla diligenza e che non è stata mai adeguatamente gestita e controllata dalle precedenti amministrazioni, con conseguenze gravi e preoccupanti di ordine pubblico. Quella dei nomadi (che quando arrivano a Roma diventano subito stanziali) era la principale emergenza che Alemanno (ribettezzato quasi subito retromanno per le sue roboanti promesse e subitanei cambi di fronte) aveva promesso di affrontare e risolvere per alleviare alla capitale lo scempio delle favelas lungo il Tevere e le campagne romane, dove migliaia di zingari si erano da tempo insediati per approfittare del lassismo imperante e vivere come è nella loro natura, di piccoli espedienti, furtarelli, truffe fino alla orribile tratta di minori dediti alla prostituzione. Aveva promesso di allontanarne 20.000 su circa 38.000 (avete letto bene) che erano stati più o meno censiti, ma dopo oltre un anno da tale impegno, non ne è stato allontanato neanche uno, per tutta una serie di motivi, il principale del quale è che non danno il consenso! Ora non si capisce per quale motivo si debba chiedere il consenso per allontanare un invasore che entra sensa permesso, vive in modo primordiale e delinquendo costantemente... I nomadi regolari, cioè ospitati in campi autorizzati e quindi controllati in qualche modo, sono più di 10.000, costano cinquantamilioni di € l'anno (avete di nuovo letto bene) ad un Comune dalle finanze disastrate, che non paga i fornitori, non riesce a dare servizi efficenti e nemmeno a tappare le buche dalle strade. Non vi pare che siano già abbastanza? Per il resto qualche successo sui lavavetri e mendicanti vari che rendono ancor più pesante il girare per Roma e sulla prostituzione di strada, ma siamo ancora molto lontanti dalla situazione che meriterebbe la Caput Mundi e ci vuole molto più coraggio e molta più indipendenza dalla Chiesa per risolvere i gravi problemi di ordine pubblico.

 

Deficit bilancio - In parte se ne è parlato alla voce precedente. Per andare nello specifico, Roma ha un bilancio di  22 miliardi € di cui oltre due terzi è assorbito dalla Sanità. Chiunque ha avuto la sventura di capitare in un Ospedale romano, RARISSIME ECCEZIONI A PARTE, sa di che cosa stiamo parlando! Ci sono sprechi e ruberie diffuse a cui nessuno ha mai avuto il coraggio di mettere riparo. Adesso ha promesso di intervenire la Polverini, che si è assunta anche il ruolo di commissario. Staremo a vedere, ma sarà una lotta contro i mulini a vento, visto gli enormi interessi in ballo. L'unica cosa che funziona nel Lazio è la Gerit, la società che ti perseguita se non paghi multe tasse ecc. e lo fa anche se paghi con le cartelle pazze che arrivano continuamente, hai visto mai che qualcuno paga senza controllare o pur di non imbarcarsi in una storia infinita di file, ricorsi ecc..

 

Traffico - Sono trenta anni che questa voce rappresenta un porblema in una città fatta per andare a piedi o magari a cavallo, ma non certo con milioni di autoveicoli, per cui ogni iniziativa è inutile fino a che non si riesce ad organizzare un trasporo pubblico degno di una nazione progredita e si risolve il problema degli sbandati che ti molestanom e i borseggiatori che ti lasciano in mutande. Ne riparliamo nella prossima vita!

 

Emergenza lavoro - Questa è una cosa maledettamente seria, anche in una città dove la gente non ha esattamente il culto del lavoro. Si risolve solo facendo ripartire l'imprenditoria privata togliendo le innumerevoli tasse e incentivando quei matti che ancora intendono rischiare i propri capitali non dormendo più la notte, per aprire una attività privata, e non certo promettendo assunzioni in una pubblica amministrazione che ha già il doppio delle persone che gli occorrerebbero. Quei tempi ci auguriamo siano finiti per sempre per il bene di tutti.

 

Turismo e commercio - Il primo tira ancora, nonostante i tanti problemi della città e gli sfregi che quotidianamente deve sopportare da parte di chi immeritatamente la frequenta (non parlo ovviamente dei vecchi romani). Il secondo è in grave crisi, come del resto in gran parte di Italia. I politici, di qualunque provenienza, non hanno mai saputo affrontare i problemi delle attività commerciali e hanno preferito chiudere un occhio su evasione, abusivismo e mancanza di etica professionale imperanti. I risultati sono sotto gli occh: è bastata una piccola stretta fiscale, finanziaria e regolamentare per mettere in crisi il sistema. La metà dei commercianti romani ha enormi problemi a pagare i propri fornitori, ci sono centinaia di fallimenti ogni mese e le prosettive, in compenso, sono per un ulteriore peggioramento. Ma allora, direte voi, la buona notizia quale può essere? Nel Lazio il PDL ha in mano tutti i livelli esecutivi avendo vinto tutte le elezioni di questi ultimi anni. Non deve contrattare con la Lega (forse sarebbe stato meglio) e ha i voti per fare quello che vuole. La smettesserero con la vecchia politica e cominciassero a fare delle cose concrete, subito. Questa volta non hanno alibi e se non vogliono tornare per venti anni all'opposizione, lo facessero subito e senza paura di disturbare interessi e lobby varie.

 

Amen.

 

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