| Liberalismo, unica chiave per la meritocrazia! |
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| Scritto da Umberto Villa |
| Martedì 29 Giugno 2010 18:23 |
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Sono ormai molti, troppi anni che sentiamo parlare di promesse riguardanti la meritocrazia, ogni elezione la stessa storia, i politici parlano di un sistema meritocratico basato sui giovani, che però non è ancora arrivato. La battaglia che i liberali sostengono da anni è costantemente persa, da noi il merito non vince mai, o quasi.
Credere nella competizione, è la tesi liberale, questo comporta lo stare sempre pronti, sempre in guardia, combattere faticosamente per aggiudicarsi ciò che si desidera, è necessario trovare strumenti innovativi, con la consapevolezza che potrebbe sempre esserci qualcuno meglio di te, magari l’ultimo arrivato. La competizione crea conflitto, l’unico modo per evitarlo è la spartizione, distribuendo posti e ruoli ad amici e nemici in egual misura, chiudendo le porte ai nuovi arrivati, ai giovani in particolar modo. In questa situazione il singolo individuo combatte non per vincere, ma per non lottare proprio. In Italia è così, dimostrazione di come sia presente solo un falso liberalismo, senza la concezione di bene comune e di futuro, ognuno guarda al proprio piccolo e al presente più immediato, poi si vedrà. Esiste un sentimento di “paura”, che in pochi ammettono, perché il giovane talentuoso potrebbe rubare il posto all’anziano, per questo nel mondo del lavoro si cercano sempre più dei tecnici specializzati, in grado di svolgere il proprio compito puntualmente, ma senza eccellere. Il giovane tecnico non deve avere un profilo morale e ambizioso, un carattere forte, ma passivo, non deve essere un fuoriclasse ma una semplice pedina. Sono ormai molti, troppi anni che sentiamo parlare di promesse riguardanti la meritocrazia, ogni elezione la stessa storia, i politici parlano di un sistema meritocratico basato sui giovani, che però non è ancora arrivato. La battaglia che i liberali sostengono da anni è costantemente persa, da noi il merito non vince mai, o quasi. Credere nella competizione, è la tesi liberale, questo comporta lo stare sempre pronti, sempre in guardia, combattere faticosamente per aggiudicarsi ciò che si desidera, è necessario trovare strumenti innovativi, con la consapevolezza che potrebbe sempre esserci qualcuno meglio di te, magari l’ultimo arrivato. La competizione crea conflitto, l’unico modo per evitarlo è la spartizione, distribuendo posti e ruoli ad amici e nemici in egual misura, chiudendo le porte ai nuovi arrivati, ai giovani in particolar modo. In questa situazione il singolo individuo combatte non per vincere, ma per non lottare proprio. In Italia è così, dimostrazione di come sia presente solo un falso liberalismo, senza la concezione di bene comune e di futuro, ognuno guarda al proprio piccolo e al presente più immediato, poi si vedrà. Esiste un sentimento di “paura”, che in pochi ammettono, perché il giovane talentuoso potrebbe rubare il posto all’anziano, per questo nel mondo del lavoro si cercano sempre più dei tecnici specializzati, in grado di svolgere il proprio compito puntualmente, ma senza eccellere. Il giovane tecnico non deve avere un profilo morale e ambizioso, un carattere forte, ma passivo, non deve essere un fuoriclasse ma una semplice pedina. Questo sistema è difficile da abbattere, servirebbe quella rivoluzione liberale di cui spesso sentiamo parlare, ma che fatichiamo ad immaginare realista. Quelli a cui va bene questo sistema continueranno imperterriti, approfittando della situazione, piazzando i proprio figli e godendosi la bella vita e il giovane talentuoso si arrenderà ad una vita mediocre, perché ribellarsi al sistema spesso è dannoso. E’ lo scenario che si potrebbe presentare nel futuro, uno scenario che bisogno evitare e l’unico modo per progredire, per privilegiare giovani e meritocrazia è vincere la battaglia liberale principale, con coraggio e perseveranza, ma soprattutto con quella speranza sognatrice che non deve mai mancare. |






Commenti
nel contesto dell'assunto del merito, tutti abbiamo visto come le scandalose decisioni arbitrali del Mondiale condizionano i risultati.
Ebbene, non si può rimanere eternamente indifferenti a tali pratiche.
Propongo, dunque, una mia modesta critica:
http://www.dataplug.net/
Cordialmente, Tullio
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