| Ad un anno dalla crisi |
|
|
|
| Scritto da Paolo Rosati |
| Venerdì 19 Febbraio 2010 16:58 |
|
La comunità economica internazionale ha da pochi giorni "festeggiato" il compleanno dell'apice della crisi partita dagli USA, e cioè il default della Lehman ed il salvataggio in extremis di tutti i maggiori istituti statunitensi, ed è ricorrente l'auspicio che il peggio sia passato e che la crisi sia in fase di risoluzione. Ma cosa è stato fatto realmente perchè ciò non avvenga più? A dire il vero ben poco! Al di là della valanga di denaro pubblico utilizzato per tamponare le enormi falle provocate dalla dissennata corsa agli utili dei super pagati manager statunitensi ed il violento ribasso dei tassi di interesse nel tentativo di ridare ossigeno all'economia, a risolvere gli enormi problemi sul campo, ritroviamo, sempre iperemunerati, all'incirca gli stessi personaggi che tali problemi hanno provocato. Anziché fornire risposte in senso liberale agli enormi danni, si è ricorsi ad una sorta di statalizzazione coatta della finanza e di parte dell'economia. Anche qui da noi del resto la risposta è stata essenzialmente assistenzialistica. "Nessuno sarà lasciato senza aiuti", si è detto da parte del governo, il che significa, in una situazione di grave recessione, "aiuti a pioggia", cassa integrazione allargata ecc. con buona pace del debito pubblico, già abnorme e che sta crescendo ancora in maniera incontrollata. Anche il debito statunitense è praticamente raddoppiato e la riforma sanitaria fortemente voluta da Obama rischia di aggravare il problema "all'italiana". Nel frattempo la Cina, sfruttando i nostri vizi e le nostre debolezze, tenendo alla fame la gran parte della popolazione, ignorando i più elementari diritti umani e dei lavoratori in particolare e continuando ad inquinare in maniera irreversibile l'ambiente pur di produrre a costi bassissimi, ha messo da parte un surplus di bilancio di oltre 2.000 miliardi di dollari, in buona parte investiti in titoli di debito pubblico statunitense. Cosa significa questo? Che i soldi per tamponare la situazione americana li sta fornendo in gran parte la Cina, la quale oltre a questo sta acquistando in tutto il mondo fior di aziende di suo interesse incrementando in questo modo la sua già imponente penetrazione sui mercati e influenzando sempre di più l'andamento delle materie prime, che guarda caso nell'ultimo mese sono di nuovo aumentate fortemente, senza che vi sia stata una benchè minima ripresa dei mercati economici. Ancora pochi anni di questo andamento e troveremo una economia mondiale totalmente stravolta, dove a comandare saranno cinesi ed indiani, e gli stati occidentali -ex detentori della ricchezza mondiale- sempre più deboli ed intimoriti, rassegnati a dover vendere i propri gioielli di famiglia, per procastrinare la fine. I responsabili di questo stato di cose sono i passati ed attuali governanti delle nazioni e delle istituzioni economico finanziarie dell'occidente. Se vogliamo mantenere le nostre tradizioni, abitudini di vita e almeno una parte del benessero passato, sta a noi cacciarli ed indicare l'alternativa. A chi dice che è stato il liberismo ad aver fallito negli USA rispondo che non è liberismo quel mix di insulsa avidità di denaro e potere, in totale assenza di regole o di controlli, che ha provocato la grande crisi e la ricetta per risolvere i problemi sul campo. Non è il ritorno allo statalismo più bieco ma una rielaborazione di un liberismo allineato ai tempi moderni e alle esigenze sociali attuali. Mettiamoci al lavoro ed elaboriamo subito una proposta che salvaguardi la nostra concezione di vita e dia una speranza concreta alle future generazioni di poter continuare a vivere ed operare in libertà, con la certezza di vedere premiate le proprie capacità individuali. |






Cosa è stato fatto perchè quanto è accaduto non avvenga più? L'Europa e l'America han dato aiuti a pioggia a scapito del debito pubblico. La Cina, invece, fa shopping all'estero. Immaginiamo cosa diventerà questa potenza tra dieci, vent'anni. E a cosa ci ridurremo noi europei senza una decisa inversione di tendenza.I responsabili di questo stato di cose sono i passati ed attuali governanti delle nazioni e delle istituzioni economico finanziarie dell'occidente. Mettiamoci al lavoro ed elaboriamo subito una proposta che salvaguardi la nostra concezione di vita e dia una speranza concreta alle future generazioni di poter continuare a vivere ed operare in libertà, con la certezza di vedere premiate le proprie capacità individuali.