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A noi di Impègnàti ha fatto molto piacere, come sempre del resto, leggere l’On. Antonio Martino su Israele (vedi l'articolo). Per due motivi: perché lo ha fatto condividendo ed apprezzando le riflessioni di Claudio Saragozza, socio fondatore di Impègnàti e poi per la sua granitica e indiscussa onestà intellettuale. Un’onestà intellettuale che ultimamente latita…
E’ un bel segnale.
Quel che scrive l’On. Martino in Italia (e noi di Impégnàti) in Inghilterra ha iniziato a farlo Cameron, quando a proposito della Sharia ha richiamato l’attenzione del mondo liberale verso la deleteria “Tolleranza Passiva” e verso chi calpesta i valori occidentali considerando meno pericoloso chi, a nome di una ideologia come l’islam, tenti di condizionare la vita e privare la libertà individuale di tutti noi.
L’isolamento di Israele in questo momento, per noi e per l’Occidente rappresenta quello che lo storico assedio di Vienna da parte dell’islam rappresentò per l’Europa. Non percepirlo significa essere fuori dalla storia o peggio ancora , come l’antisemitismo di sinistra, in totale malafede.
La rivolta del nord Africa ad opera dei Fratelli Musulmani (emanazione europea della potente OCI che attraverso l’ONU pianifica, rovescia e decide i destini di vari governi e che di “fratello” hanno ben poco se non i coltelli..), deve farci seriamente riflettere, soprattutto sulla deriva islamista che potrebbe prendere l’Egitto da trent’anni in pace con Israele e cuscinetto dell’occidente. Pensiamo solo ad una minaccia atomica puntata sul limes israeliano, ad un eventuale blocco del Canale di Suez ed ai suoi disastrosi effetti negativi sull’approvvigionamento delle materie prime per capire cosa potrebbe innescarsi e dove potrebbe portarci la minaccia islamica.
Martino nel suo articolo va oltre e prova a farci riflettere e direi anche a prendere le distanze da chi in qualità di Ministro degli Esteri andava a braccetto con gli Hezbollah libanesie in Iran auspicava e difendeva il nucleare, puntato su Israele.
Mentre oggi in Italia, e qui lo aggiungiamo noi, si propone assieme all’opposizione di governare l’Italia e ridurla ad una piccola provincia “Rosso-Verde”, un misto di comunismo e islamismo.
La posizione di Martino invece va nel senso opposto, verso l’Occidente. Ed è la stessa posizione di molti liberali che da tempo hanno rinunciato alla tolleranza passiva e raccolto la sfida che la storia ci ha messo davanti, senza il timore di apparire politicamente scorretti. Con lo stesso orgoglio e coraggio dei nostri padri nobili.
Se davvero noi liberali vogliamo renderci protagonisti e difendere la nostra seppur minima libertà, dobbiamo iniziare a raccogliere la sfida che l’ideologia totalitaria dell’islamismo sta lanciando contro Israele da una parte e contro il mondo intero dall’altra. La stessa sfida che lanciò a suo tempo il Potere Temporale della Chiesa, poi il nazismo e infine il comunismo, che si immbatterono fortunatamente in liberali dalla schiena dritta.
Questo è quello che forse oggi manca a noi, ma che sicuramente inizia a germogliare in Europa tra una nuova generazione coraggiosa come Cameron e in Italia come Martino e Impégnàti.
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